La Città delle Dame

LA CITTA' DELLE DAME Il teatro d'autore improvvisato tutto al femminile
Teatro d’improvvisazione comico al femminile

Da un'idea di Linda Corsini e Isabella Cremonesi

Quattro attrici ed una contrabbassista metteranno in scena storie dal punto di vista delle donne per farne emergere fantasia, comicità, fragilità, valori e segreti.
Le dame nel tempo: per la prima volta improvvisano le donne degli autori classici, dalla Tragedia greca al Teatro dell’assurdo, passando per Shakespeare, Goldoni, Pirandello e De Filippo.
I personaggi daranno vita a situazioni inaspettate che sveleranno tutte le sfumature drammatiche, ma soprattutto comiche, dell’universo femminile.
Come in ogni spettacolo di improvvisazione che si rispetti, sarà il pubblico a dare  titoli e spunti grazie a cui le attrici creeranno storie inedite.
Ogni storia improvvisata sarà preceduta da una presentazione dell'autore e un suo monologo, così da entrare nel suo mondo e rispolverarne l'anima.
 
Assisterete ad uno spettacolo unico, ciò che gli stessi autori non sanno di aver lasciato nel cassetto o non hanno avuto il coraggio di portare sul palcoscenico, ma orgogliosi di aver scritto...forse!

"Ahimè, mio dio, perché non mi hai fatto nascere maschio, affinché le mie virtù fossero tutte la tuo servizio, così da non sbagliarmi in nulla ed essere perfetta in tutto, come gli uomini dicono di essere?" da “La Città delle Dame” di Christine de Pizan (1362-1431)

 

Note di Isabella Cremonesi:

«L’idea di questo spettacolo nasce dalla considerazione che l’improvvisazione teatrale, almeno nei primi anni, è stata caratterizzata da un ambiente prevalentemente maschile. Noi donne, improvvisatrici professioniste, fino ai primi anni del 2000, eravamo veramente poche e, giocoforza, durante gli spettacoli, eravamo spesso costrette a ricoprire i soliti ruoli – la mamma, l’amante, la prostituta o la suocera – stereotipi subordinati alla comicità maschile.

Così insieme a Linda Corsini ho pensato di creare uno spettacolo d’improvvisazione tutto al femminile. In scena solo donne, mentre gli uomini sono solo evocati. In questo modo abbiamo potuto riprenderci quei ruoli che solitamente non siamo riuscite a ritagliarci potendo così enfatizzare la comicità femminile, con la debita connotazione, dai tempi lenti alle battute più salaci.

La prima rappresentazione risale al luglio 2011 a Castellarano (Re) e da allora, in questi anni, è stato sempre più aggiornato.

Il titolo “La città delle dame” ha un importante riferimento culturale. Un anno prima del debutto, in un mercatino di libri a Urbino, trovai una vecchia edizione de “La Città delle Dame” di Christine de Pizan, scrittrice e poetessa francese di origini italiane.

La storia di questa donna è affascinante. Riconosciuta come la prima scrittrice di professione in Europa e la prima storica laica di Francia, quattro secoli prima di Madame de Staël, nelle sue opere liriche e narrative ha tratto spunto dalla propria esperienza di vita distaccandosi eccentricamente dalla tradizione del tempo. Era anche a capo di uno Scriptorium in cui riproduceva libri miniati molto apprezzati ma soprattutto è divenuta famosa per aver dato inizio alla cosiddetta Querelle des femmes. Dopo avere letto due opere rispettivamente di Boccaccio e di Jean de Meun, che difendevano l’idea che la donna è per natura un essere vizioso, consegnò alla regina Isabella un’opera intitolata La Città delle Dame, in cui elencava esempi di donne virtuose e importanti nella storia dell’umanità.

Con questo spettacolo, La Città delle dame, abbiamo voluto in primis valorizzare il ruolo delle donne in scena dimostrando a noi stesse che si poteva fare uno spettacolo di improvvisazione tutto al femminile e ponendo l’accento sulla qualità performativa delle improvvisatrici, tanto più qui al Vigentino di Milano.

Oggi nei miei corsi di improvvisazione ci sono molte più donne che uomini. Persino nel Match di improvvisazione c’è più equilibrio di genere. Forse l’improvvisazione stessa che sta cambiando anima. O forse è più vero che le donne oggi sono sempre più emancipate.

L’improvvisazione è un tipo di comicità molto scanzonata e libera e negli anni passati le donne, abituate a non dover oltrepassare certi limiti per decenza, ad esempio con il turpiloquio, si “lanciavano” di meno sul palco. Per tradizione la donna è stata culturalmente educata a non superare certi limiti. Oggi invece, anche grazie all’improvvisazione, può concedersi diversi stili di comicità, dalla più raffinata alla più grezza, senza doversi preoccupare di essere accettata.

Risultato? Uno spettacolo di improvvisazione a partire da classici testi teatrali. A volte fedele, altre volte sfociante nel comico ma comunque un modo divertente per far conoscere al grande pubblico questi autori.

In questo spettacolo in particolare usiamo come input per narrare ogni storia, oggetti di scena-accessori per caratterizzare l’epoca, cosa che solitamente non si fa nell’improvvisazione, così come essere vestite con tuniche atemporali.

E poi la musica: in scena con me quattro attrici e Martina, la nostra contrabbassista, che, a parte il motivo di apertura e chiusura, improvvisa al basso durante le stesse storie improvvisate.

Assisterete letteralmente ad uno spettacolo unico, ciò che gli stessi autori nemmeno avrebbero immaginato di lasciare nel cassetto. Quello che non avrebbero avuto il coraggio di portare sul palcoscenico…o che probabilmente invece sarebbero stati orgogliosi di aver scritto loro! Scopriamolo insieme!"